Psicoterapia di coppia
Sono stato intervistato in radio su Story Time sul tema della psicoterapia di coppia. Ecco il link per il podcast completo Buon ascolto!
Sono nato a Legnano nel 1971. Dopo un primo percorso in Ingegneria, mi sono laureato in Psicologia presso l’Università di Padova nel 1998. In seguito al tirocinio svolto presso l’Ospedale di Busto Arsizio, ho superato l’Esame di Stato e nel 1999 mi sono iscritto all’Ordine degli Psicologi della Lombardia (n. 5378).
Durante gli anni universitari ho sviluppato un forte interesse per il modello sistemico-relazionale, che mi ha portato a specializzarmi presso il Centro Milanese di Terapia della Famiglia, fondato da Luigi Boscolo e Gianfranco Cecchin, dove ho conseguito il diploma nel 2004.
Negli anni successivi ho intrapreso il percorso come Assistente Didatta e poi come Allievo Didatta presso Episteme (sede torinese del Centro Milanese), collaborando successivamente come docente fino al 2020.
Più recentemente ho approfondito l’ambito dell’ipnosi clinica, conseguendo nel marzo 2024 il titolo di Ipnologo Clinico presso l’Accademia Ipnomed, dove oggi svolgo anche attività di docenza.
Nel mio lavoro integro il modello sistemico-relazionale, un orientamento esistenziale e l’ipnosi clinica, con l’obiettivo di accompagnare le persone nel superamento delle difficoltà e nella costruzione di una vita più libera, consapevole e soddisfacente.

Quando iniziamo un percorso di psicoterapia, entriamo in una relazione duplice: con il terapeuta e con noi stessi. Attraverso questo processo, e grazie a un’intimità crescente con il terapeuta, possiamo ritrovare un contatto più autentico con noi stessi. È proprio questa intimità che consente di sciogliere i nodi del passato che generano dolore, impotenza o angoscia.
La psicoterapia rappresenta uno degli strumenti più efficaci per recuperare armonia interiore e orientarsi verso nuove possibilità di cambiamento.
L’incontro tra paziente e terapeuta è centrale. Pur esistendo tecniche utili ad agevolare e talvolta accelerare il percorso clinico, la chiave resta la relazione: la relazione che cura.
Nel mio approccio questo è il punto focale. Mentre si esplorano i dolori e i traumi del passato, si approfondiscono racconti, bisogni e desideri; mentre si dà voce alle molteplici parti interne, spesso in conflitto tra loro; e mentre si immaginano futuri possibili, tutto avviene all’interno di una relazione empatica e di sostegno. A mio avviso, è in questo spazio che ciascuno può trovare in modo autonomo la propria strada.
Nell’approccio sistemico, così come l’ho appreso e insegnato per molti anni, viene data centralità alle relazioni, sia passate sia presenti. Le relazioni ci hanno plasmato e continuano a plasmarci: in un dialogo continuo con noi stessi e con gli altri, ci confermiamo e al tempo stesso ci trasformiamo.
Durante il percorso terapeutico si esplora questo universo relazionale insieme alle rappresentazioni che ciascuno ha di sé. Dare parola ai vissuti, presenti e passati, permette di sviluppare maggiore consapevolezza e di acquisire una più ampia libertà rispetto alla sofferenza e ai pesi della propria storia.
In questa prospettiva, la persona è vista come un essere fluido, immerso in una continua danza esistenziale con sé stesso e con gli altri, piuttosto che come una struttura rigida e immutabile. La psicoterapia diventa così una “danza” condivisa, con l’obiettivo di favorire benessere e qualità nelle relazioni.
Anche il sintomo (ansia, depressione, anoressia, allucinazioni, ecc.) non viene considerato esclusivamente come qualcosa da eliminare, ma come una forma di comunicazione. È una voce del corpo che, se ascoltata con attenzione, può guidarci verso una maggiore comprensione di noi stessi.
In questa prospettiva, il sintomo diventa una porta di accesso a parti di sé ancora inesplorate. Parti che chiedono di essere riconosciute e accolte. Quando questo avviene, il sintomo può trasformarsi, attenuarsi o, in alcuni casi, perdere la sua funzione.
L’ipnosi ericksoniana è un approccio terapeutico sviluppato dallo psichiatra americano Milton H. Erickson, che ha rivoluzionato il modo di intendere l’ipnosi, rendendola uno strumento flessibile, rispettoso e profondamente centrato sulla persona.
A differenza dell’ipnosi tradizionale, non si basa su suggestioni dirette o su uno stato di controllo, ma su un processo naturale di collaborazione tra terapeuta e paziente. È un’esperienza che ciascuno di noi, in forme diverse, conosce già: quando siamo profondamente concentrati, immersi nei nostri pensieri o in uno stato di rilassamento, entriamo spontaneamente in una sorta di “trance” naturale.
Durante una seduta di ipnosi ericksoniana non si perde il controllo né si “subisce” qualcosa. Al contrario, si entra in uno stato di maggiore contatto con se stessi, in cui è possibile accedere a risorse interne spesso poco utilizzate.
Il terapeuta accompagna la persona, attraverso il linguaggio, le immagini e le metafore, verso uno stato di attenzione focalizzata e rilassata. In questo stato, la mente può esplorare nuove prospettive, sciogliere blocchi e attivare processi di cambiamento in modo più fluido e naturale.
L’ipnosi non è quindi qualcosa che viene “fatta” al paziente, ma un’esperienza che si costruisce insieme.
L’ipnosi ericksoniana può essere utile in diversi ambiti, tra cui:
• gestione dell’ansia e dello stress
• difficoltà emotive e relazionali
• elaborazione di esperienze traumatiche
• disturbi psicosomatici
• cambiamenti di abitudini (es. fumo, alimentazione)
• sviluppo delle risorse personali
È uno strumento particolarmente efficace perché lavora non solo sul piano razionale, ma anche su quello più profondo e intuitivo.
La psicoterapia di coppia è uno spazio dedicato all’ascolto, alla comprensione e al cambiamento condiviso. È pensata per tutte quelle coppie che attraversano momenti di difficoltà, conflitto o distanza emotiva, ma anche per chi desidera migliorare la qualità della relazione e rafforzare il legame affettivo.
Attraverso un percorso guidato da un professionista qualificato, i partner hanno l’opportunità di esplorare le dinamiche relazionali, comprendere i bisogni reciproci e sviluppare modalità comunicative più efficaci. La terapia non si concentra sulla ricerca di colpe, ma sulla costruzione di nuove possibilità di incontro, rispetto e collaborazione.
Tra gli obiettivi principali della psicoterapia di coppia vi sono:
• migliorare la comunicazione e l’ascolto reciproco
• gestire i conflitti in modo costruttivo
• affrontare crisi legate a cambiamenti di vita, tradimenti o difficoltà emotive
• recuperare fiducia, intimità e connessione
• sostenere decisioni importanti per il futuro della relazione
Il percorso si svolge in un ambiente accogliente, riservato e privo di giudizio, in cui entrambi i partner possono esprimersi liberamente. La frequenza degli incontri viene definita in base alle esigenze specifiche della coppia.
Rivolgersi a un professionista non è segno di fallimento, ma un atto di consapevolezza e cura verso sé stessi e la propria relazione. Investire nella coppia significa investire nel benessere individuale e condiviso.
La psicoterapia familiare è un intervento clinico rivolto all’intero sistema familiare, considerato come un insieme di relazioni in continua evoluzione. Questo approccio parte dal presupposto che il benessere del singolo sia profondamente connesso alle dinamiche familiari e che le difficoltà individuali possano essere comprese e affrontate all’interno del contesto relazionale.
Il percorso terapeutico offre uno spazio sicuro e strutturato in cui ogni membro della famiglia può esprimere il proprio punto di vista, essere ascoltato e riconosciuto. Attraverso il dialogo guidato dal terapeuta, è possibile individuare schemi comunicativi disfunzionali, comprendere i bisogni reciproci e costruire nuove modalità di relazione più efficaci e rispettose.
La psicoterapia familiare può essere utile in diverse situazioni, tra cui:
• conflitti ricorrenti tra genitori e figli
• difficoltà educative o relazionali
• momenti di cambiamento (separazioni, lutti, trasferimenti)
• disagio emotivo o comportamentale di uno o più membri
• problematiche legate all’adolescenza
L’obiettivo non è individuare un “colpevole”, ma favorire una maggiore consapevolezza delle dinamiche familiari e promuovere un equilibrio più funzionale. Il terapeuta sostiene la famiglia nel riconoscere le proprie risorse, valorizzando le capacità di adattamento e di crescita.
Gli incontri si svolgono in un ambiente accogliente, neutrale e privo di giudizio, nel rispetto dei tempi e delle esigenze di ciascun partecipante. La frequenza degli incontri viene definita insieme, in base agli obiettivi condivisi.
Intraprendere una psicoterapia familiare significa prendersi cura delle relazioni, rafforzare i legami e costruire nuove possibilità di dialogo e comprensione reciproca.
Sono stato intervistato in radio su Story Time sul tema della psicoterapia di coppia. Ecco il link per il podcast completo Buon ascolto!
Ecco a voi un breve video sul diritto che ciascuni di noi ha di sbagliare, di commettere errori. Non tanto per imparare, ma come parte dell’imperfezione inalienabile dell’essere umani. Buona visione!
Ecco un video con alcuni spunti di riflessione sull’inizio di una psicoterapia. Perché iniziarla? Quando iniziarla? Con quali aspettative? Buona visione!
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