L’ansia e la solitudine

« La mia solitudine non dipende dalla presenza o assenza di persone; al contrario, io odio chi ruba la mia solitudine, senza, in cambio, offrirmi una vera compagnia. »

Friedrich Nietzsche

La questione della solitudine è un affare molto importante e vitale. “Il problema è che ho paura di rimanere solo” mi riferisce un amico mentre parla di quanto debba sopportare una relazione affettiva per lui poco tollerabile.

Non solo quando sono in studio, ma soprattutto nella vita privata mi rendo conto di quante volte le persone mi confessino di accettare alcune ingerenze dell’altro o comportamenti non accettabili, solo per il timore di rimanere soli. Attenzione: non perché a loro importi quella relazione (che, inevitabilmente, ci chiede di cedere ad alcune delle nostre posizioni per poter incontrare l’altro, o, insieme all’altro, far fronte alle contingenze della vita), ma per timore della solitudine.

Oggi siamo costretti all’isolamento e, tranne per chi vive solo, alla relazione intensa con i conviventi (che siano cari o meno…). “Siamo tutti connessi…” ha detto ieri K. Gergen dagli USA in un convegno online del TAOS Institute, “…e questo virus ce lo ricorda drammaticamente!”.

Connessi ma isolati. Insieme e soli.

Alle ricerca di nuovi stimoli, informazioni, cose da fare, ecc, teniamo TV, PC, smartphone accesi sempre pronti a ricevere nuove notizie, per sentirci con gli altri… dimenticandoci di noi stessi e di quanto sia preziosa la solitudine con noi stessi.

Volete combattere l’ansia dall’essere relegati in casa e dai pericoli che ci aspettano fuori dalla porta? Prendetevi del tempo per voi! Dello spazio per voi!

Ascoltate il vostro corpo,

il vostro respiro,

i vostri pensieri,

le vostre emozioni,

…e la vostra ansia…

…dove la provate…? …che “colore” ha…? …cosa vi sta dicendo…?

Spegnete tutto e ascoltatevi nel silenzio…

Un pensiero riguardo “L’ansia e la solitudine

  1. Appena finisce la quarantena mi trovo un bilocale e me ne vado da questa casa-inferno.
    Ho una tremenda paura della solitudine non ricercata. Ed è per questo che fin’ora non l’ho fatto.
    Ma ci si decide a fare il passo quando ormai la strada vecchia ci fa più paura di qualunque cosa potremo trovare sulla nuova.
    Io sono allo stremo, consumato, col sistema nervoso che si sfoga in ansie e tic nervosi soprattutto mentre cerco di addormentarmi.
    E ogni mattino è l’inizio di un altro giorno d’inferno.
    Guadagno abbastanza da riuscire a pagarmi un affitto e vivere dignitosamente.
    Di cosa posso avere più paura

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